A Gennaio 2024 sono stata in Kenya ed ho fatto una settimana di safari tra il parco del Masai Mara, il Lago Naivasha, il parco di Amboseli ed il parco della Tsavo ovest ed est .
Al momento credo che sia stato il viaggio in cui più mi sono emozionata ed in cui più ho riflettuto e pensato. I loro motti “Hakuna Matata”, che significata “senza pensieri”, e “Pole Pole”, che significa “con calma”, vorrei tanto che appartenessero anche a me.
Loro vivono senza fretta, sono sempre con il sorriso in viso e si preoccupano di chiederti come stai anche se sei una sconosciuta. Sanno apprezzare le piccolezze e ti aiutano anche quando non sei tu a chiederlo.Ho trovato bellezza in ogni particolare di questo paese, il popolo, i paesaggi, la cultura, gli animali, il cibo…
Era solo la mia seconda volta in Africa, ma dopo questo viaggio cercherò di visitare altri paesi di questo continente e di immergermi ancora di più tra queste popolazioni e culture.
Il mio viaggio è iniziato da Nairobi, la capitale, dove ho pernottato una sola notte.
Per gli spostamenti e per i safari mi sono affidata ad una agenzia locale e consiglio di farlo a tutti. Per la guida in strada non seguono molte regole e quindi far guidare una persona abituata a quelle strade da più sicurezza.
A Nairobi troverete sempre tantissime persone per strada, tantissimi banchi di mercato dove vendono artigianato e dove cucinano prodotti locali, vari cani randagi, persone che si riposano sui prati, bambini che giocano, vari venditori di frutta e verdura proprio in mezzo alle corsie, tanto traffico, tanti matatu (autobus pubblici tipici) e purtroppo anche tanta spazzatura.
Il secondo giorno ci siamo spostati nel Parco del Masai Mara. Il tragitto è stato abbastanza lungo e ci sono volute circa 4 ore e mezzo di auto per arrivarci.Come prima attività abbiamo visitato un villaggio dei Masai, uno dei vari gruppi etnici presenti nel territorio. Loro vivono in piccolissime case di fango costruite da loro dove all’interno non ci sono letti perchè dormono per terra, non hanno una cucina ma solo del fuoco dove cucinare, non hanno un bagno perchè utilizzano la natura e non hanno finestre ma solo una fessura di pochi centimetri che permette l’uscita del fumo del fuoco.
Le famiglie Masai sono molto numerose ed inoltre gli uomini sono poligami. Vivono principalmente di allevamento e di lavori di artigianato e si sfamano con ciò che la natura gli offre dalle piantagioni, dalla caccia e dall’allevamento.
Abbiamo poi proseguito con un safari nel pomeriggio fino al tramonto all’interno del parco del Masai Mara.Anche il terzo giorno lo abbiamo dedicato completamente al safari all’interno del solito parco ed abbiamo avuto anche l’occasione di poter fare una breve passeggiata insieme ad un ranger lungo il fiume Mara per poter avvistare ippopotami e coccodrilli. Inoltre per il pranzo il nostro autista ci ha organizzato un picnic proprio in mezzo alla savana.
Il quarto giorno ci siamo spostati sul lago Naivasha dove, nel pomeriggio, abbiamo potuto fare un safari con un’imbarcazione per poter avvistare gli ippopotami.
Il lago Naivasha è un lago di acqua dolce di origine vulcanica e proprio al centro dello stesso sorge l’isolotto Crescent nel quale gli animali vivono in piena libertà.
In questo lago, oltre agli ippopotami, vivono tantissime specie di uccelli acquatici tra cui l’aquila pescatrice africana.
Il quinto giorno lo abbiamo dedicato completamente al trasferimento verso il Parco di Amboseli, ci abbiamo impiegato circa 6 ore più le varie soste per poterci arrivare.
Il Parco di Amboseli si trova proprio al confine con la Tanzania, ai piedi del Kilimangiaro. Qua, oltre ai soliti animali presenti anche negli altri parchi, troverete vari laghetti con tantissimi fenicotteri e pellicani.Il sesto giorno lo abbiamo dedicato interamente al safari all’interno di questo parco.
Il settimo giorno ci siamo trasferiti nel Parco dello Tsavo ovest dove abbiamo fatto il safari fino a metà pomeriggio. Il parco dello Tsavo ha la terra rossa e proprio per questo qua troverete gli animali con il pelo o la pelle diventata rossa.All’interno di questo parco troverete anche un’enorme colata lavica secca proveniente dal vicino vulcano Shetani. Nel tardo pomeriggio ci siamo trasferiti nel Parco dello Tsavo est per il pernottamento.
La mattina dell’ottavo giorno abbiamo fatto il nostro ultimo safari in quest’ultimo parco prima di partire per Mombasa per prendere il volo per l’Italia.Per i pernottamenti noi abbiamo scelto dei lodge che erano completamente immersi nella natura. Non avevano barriere protettive circostanti e proprio per questo spesso abbiamo trovato vari animali proprio fuori la nostra porta di camera ed è stato veramente molto emozionante.